“Basta così, grazie!”

Ho ricevuto un messaggio su Facebook da Alex Badalic in cui si sfogava del fatto che non ne può più della quantità esagerata di suggerimenti di amici, richieste di adesione a cause, inviti a gruppi… “BASTA COSI’, Grazie” Recitava l’oggetto del messaggio.

Un po’ lo capisco. Al crescere del numero di contatti le richieste diventano infinite e gestirle richiede tempo. E’ spam, a tutti gli effetti. Tuttavia è anche vero che, nel momento che si accetta un contatto, ci si apre a questo rischio.
Qualche mese fa, una mia amica mi pregò di evitare di inviargli messaggi da un gruppo. E io la accontentai. Lei addirittura si disicrisse dal gruppo per un periodo. Poi rientrò ma la lezione servì.

Il rischio di un social network così esteso è proprio quello di lasciarsi prendere la mano nell’invio di tutte le “stupidaggini del caso”.  Chiaro che se questi messaggi e richieste ti vengono da persone conosciute, hanno un impatto, se ti arrivano da sconosciuti che hai linkato ma di cui non hai alba, è un altro paio di maniche.

Nella lunga diatriba “meglio la quantità o la qualità?“, direi che preferisco la seconda. E dovrebbe essere un aspetto da tenere bene in considerazione anche quando si attivano iniziative di marketing che usano i Social Network.  Sorrido al pensiero che molte aziende considerino Facebook ed i Social Network in genere come community su cui veicolare messaggi pubblicitari. Molti non si rendono conto che in realtà stanno proponendo una brand experience. E se non si sta attenti può essere deleterio.

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0 thoughts on ““Basta così, grazie!”

  1. exploradora

    Caro, quanto hai ragione! Io sto tagliando parecchio, anzi potando di brutto, in questi giorni. La mole di informazione è davvero eccessiva e s’impone una discriminazione a monte: scremare i contatti.
    Ma è anche vero che è una specie di nevrosi comune di questi tempi. La saturazione, l’information overload, non è un male raro. È forse il comune denominatore dei nostri giorni. Bisogna pensarci sul serio: cosa ci interessa veramente? A cosa dedichiamo, regaliamo il nostro tempo e le nostre energie? Ne vale la pena? Potremmo farne a meno? Sono domande che mi pongo in questi giorni con un po’ di angoscia, lo confesso. Attraverso una fase critica di cui si intravede a malapena la punta, l’iceberg è invece immenso.

  2. Simone Favaro Post author

    Ciao Mariela. Io ritengo che spesso ci sia non tanto l’incapacità di filtrare l’informazione, quanto piuttosto la paura di lasciarsi perdere qualcosa e di non fare parte di un determinato evento e, quindi, di non poter dire “c’ero anche io”… se ne può fare a meno? bella domanda… non lo so..

  3. Gianluca

    io credo che confondiamo l’amicizia con l’interesse. spesso mi sento di inserire persone amiche tra le fonti, che poi parlano di cose che non mi interessano, e il conflitto di interessi è notevole 🙂
    in ogni caso, alex badalic è uno dei principali produttori di entropia e caos di ogni social network, non credo che proprio lui possa lamentarsi 🙂

    1. Simone Favaro Post author

      Gianluca sai credo che il problema sia l’overload. Arriva un certo momento in cui è veramente ingestibile… 🙂
      Comunque che ci sia una non cultura sull’utilizzo dei social media è un po’ evidente 🙂

  4. Simone Favaro Post author

    Alex caro! Hai Ragione… ho scritto il pezzo di getto e proprio non c’ho pensato… perdona questo peccatore 🙂
    Comunque spero di rendere servizio utile segnalando il tuo
    sito

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