L’advertising cambierà per sempre

Advertising will change forever” è il titolo dell’articolo di Josh Bernoff pubblicato oggi su AdvertisingAge. Attraverso i dati di Forrester Research, Bernoff rimarca quanto molti di noi sottolineano da un pezzo: l’advertising classico è morto.

Se la tendenza effettivamente è questa, si apre il capitolo dell’editoria dei mass media. Come dice Beroff:

It means media is in trouble, or at least in the middle of a transformation. For example, online video ads, which will be about $870 million this year, will grow to over $3 billion in 2014. What will this do to networks plans to put more of their shows online in places likeHulu. How will it accelerate some newspapers plans to become more and more centered around online?

Qui si scatenano le ipotesi. Io sono convinto che l’editoria classica non debba “morire” ma è altrettanto ovvio che, spostandosi gli investimenti pubblicitari verso l’on-line, i modelli di business devono cambiare per sopravvivere. C’è chi vorrebbe “ribaltare” i ricavi derivanti dalla pubblicità sul lettore, ma non credo sia una mossa vincente.

Personalmente  ritengo  sia più opportuno rivedere i modelli di offerta per gli “inserzionisti” (termine che presto sarà desueto).  E se, effettivamente, gli eventi sono lo strumento che assieme all’on-line registrano un calo più contenuto, la risposta è abbastanza semplice. Senza dimenticare, però, che chi investe ESIGE dei ritorni.

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Simone Favaro

Blogger, author, marketing and business networking strategist helping companies to build their online strategy and strong relationships using the social web.

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