Continuiamo a parlarci addosso e le cose cambiano poco

Quanto scriviamo di marketing, comunicazione, web 2.0 (brrr… questo termine mi fa venire sempre i brividi), pr, strategia, ecc ? Quanto realmente le cose stanno cambiando? Non è che forse ci stiamo parlando troppo addosso senza contagiare il mondo esterno?

Attenzione, includo anche me in questa categoria. Sia come “blogger” sia come lettore. Chi mi legge è qualcuno che ha già la sensibilità sui temi e, quindi, cerca conforto alle sue idee nelle idee degli altri. Così come vado in cerca di determinati temi in rete perché ho già la sensibilità, la curiosità personale nel volerli approfondire.

Non è un approccio vincente. E’ inutile stare qui a dire “come dovrebbe andare il mondo” senza dire al mondo la nostra opinione e senza sentire quali sono le barriere all’ingresso. E’ lo stesso principio per cui un marketer non dovrebbe stare chiuso in ufficio a guardare i freddi numeri di budget, dati demografici, ecc. ma dovrebbe uscire e parlare con la sig. Pina o con il commenda Mario Brambilla di turno per capire cosa vogliono.

Penso personalmente che sia tempo di uscire da questo circuito di autoreferenzialità e, almeno, tentare di confrontarci con i nostri committenti. Di parlare con la loro lingua ed i loro riferimenti culturali, per fare capire che quello che si propone non è un attentato, ma un mezzo per farli lavorare meglio. Ma soprattutto, ascoltare quali sono le REALI motivazioni che li rendono restii a determinati approcci.

Un lavoro lento, lungo, ma che va necessariamente fatto.

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