Advertising: non mi piace, mi piacerebbe

Niente, benché continui a leggere delle potenzialità dei social media nell’advertising c’è qualcosa che continua a stonare. Non sono i social media, ma il concetto attuale di advertising.

Pubblicità, pubblicità, pubblicità. Sarà perché è una parte del mio mestiere, sarà perché come tutti ne sono bombardato (dalla cassetta delle lettere, all’email), sarà perché se leggo “offerta speciale” cerco subito l’asterisco… L’advertising non mi piace.

Non mi piace lo stile di comunicazione e la totale assenza di creatività.

Non mi piacciono quelle iperboli sociali trasmesse di tutto è bello se compri il mio prodotto.

Non mi piace il fatto che non si capisca mai cosa ti stanno vendendo perché, poi, c’è quel maledetto asterisco che ti dice “non è niente vero”

Non mi piace l’invasività sulla carta, nel video, nelle pagine web.

Non mi piace che qualcuno mi dica compra.

Mi piacerebbe che mi fosse detto:

Guarda, io sono uno dei tanti, il mio prodotto è uguale agli altri, ma devo pur vivere anch’io

Guarda, lascia stare, non posso cambiarti la vita, ma ti posso aiutare a renderla più semplice

Guarda , se non credi a quello che ti dico, chiedilo ai tuoi amici

Guarda, se compri un giornale, capisco che tu non possa avere un articolo e 4 pagine di pubblicità. Quindi, se vuoi sapere cosa faccio, vieni sul mio sito, altrimenti fanne a meno

Guarda, quello che ti dico non ha asterischi.

Insomma, mi piacerebbe che mi rispettassero come persona.

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Simone Favaro

Blogger, author, marketing and business networking strategist helping companies to build their online strategy and strong relationships using the social web.

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