“Perchè” vivere meglio

Chiedere le motivazioni ed il perchè del sentire significa “non vivere” ? Penso proprio di no!

Sentire e pensare al sentire non sono mutuamente esclusivi. La persona è il risultato di Es ed Io. Il chiedersi il “perché” non esclude automaticamente il sentire ed il vivere. Anzi. Capire a livello conscio cosa e perché succede a livello inconscio accentua infinitamente il sentire perché permette di entrare nel profondo dell’esperienza, di indagarla, di capirne ogni singolo aspetto, di assaporarne ogni sfumatura.

Significa conoscere se stessi e sviluppare l’intelligenza emotiva. Questa conoscenza permette di capire quello che ci succede e di effettuare scelte consapevoli. In sintesi: di vivere, allontanandosi dal catulliano “quare id faciam fortasse requiris nescio sed fieri sentior et excrucior” per approdare ad un migliore “faber est suae quisque fortunae”. Infatti è possibile comprendere gli effetti di ogni nostra azione, di essere pronti a gestire le conseguenze e quindi di agire consapelvolmente o, se necessario, di evitare situazioni difficili. E’ chiaro che in questo modo non si è più in balia degli eventi, il che tuttavia non esclude comunque il sentirli. Un po’ come con la musica: posso decidere di sentire un pezzo come sottofondo, o di ascoltarlo con attenzione.

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Simone Favaro

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