Google, Microsoft e gli altri: i nuovi demoni

La mitologia ha creato dei, miti, leggende e demoni per raccontare, interpretare la realtà ed incarnarne le speranze e le paure. Ieri Microsoft, Yahoo. Oggi Google. Domani Facebook. La storia si ripete. Sono i demoni che incarnano la paura su cui si costruiscono miti a partire da fatti, il cui brand non evoca più un’azienda ma entità mistiche, dai super poteri, in grado di manipolare e controllare la società, come in un moderno racconto di Orwell.

Il termine Demone non è necessariamente negativo.  Essi, infatti, sono catalizzatori di paure e speranze. Paura per il predominio di mercato che impedirebbe di trovare spazi in cui lavorare. Paura di essere spiati e di essere “violati” nella propria personalità. Speranza che anche partendo da un garage si possa realizzare la storia. Speranza che un’altra economia è possibile.

Sono simboli attorno ai quali si aggregano oppositori e sostenitori. Si creano i Templi. Nascono i sacerdoti che veicolano la volontà.  Attorno a loro si creano eventi simili a messe. Basta pensare, ad esempio, agli eventi di lancio dei prodotti, in particolare quelli di Microsoft, dove il sommo sacerdote Steve Ballmer esegue riti del tutto simili a quelli praticati dalle sacerdotesse per invocare la divinità.

Ecco cosa sono oggi questi brand. Le nuove religioni digitali.

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