Post-digitale: welcome to the real world

Ho condiviso ieri su Amplify questo articolo interessante di ADAge relativo all’era del Post-Digitale. In sintesi quanto si sostiene è che, al di là dei grandi investimenti fatti sulle piattaforme digitali, in realtà i marketer attuano campagne che di digitale hanno ben poco – vi rimando all’articolo per gli approfondimenti e gli esempi.

Iniziai a parlare di post-digitale qualche anno fa. Si basa su un concetto molto semplice: non esiste più una distinzione e un confine netto tra ciò che è rete e ciò che è mondo reale. Le due sfere si mescolano e creano un’unica esperienza. Non si tratta nemmeno di realtà aumentata. La realtà aumentata parte dal presupposto che esiste il mondo reale e un insieme di “protesi” che estendono la conoscenza.

Il Post-Digitale, invece, vede nel web uno degli aspetti della vita: come ci sono gli aperitivi, il lavoro, l’ufficio, gli amici, la casa, così esiste un altro ambiente chiamato web che frequentiamo al pari di altri ambienti e, al pari di altre situazioni, il web può influenzare ciò che è “fuori” da esso.

E’ chiaro, quindi, che si innesca un flusso continuo in cui il centro non è il mondo reale né quello virtuale. Il centro è l’IO che si muove in diversi ambienti. Il Post Digitale in questo senso richiama il concetto di neo-umanesimo e della riscoperta dell’individuo come centro e motore delle proprie azioni.

Non è una mera disquisizione filosofica. Ha grossi impatti nel quotidiano. Li vedremo più avanti.

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