Il nipote smanettone


Mentre c’è chi, come Gigi, si fa in quattro per far capire l’importanza di una cultura digitale diffusa  a tal punto da riconsiderare la possibilità di sfruttare il mezzo televisivo come strumento di educazione, è sufficiente una frase in un articolo sul portale MyTermoli.it per rischiare di buttare all’aria tutti questi sforzi:

 L’utilizzo di facebook è ormai alla portata di tutti, anche di adolescenti in grado di scrivere, creare semplici pagine ed aggiornarle per cui ingaggiare un professionista quale Antonello Barone, portavoce del Comune durante l’Era Di Giandomenico e titolare di società di comunicazione specializzata in comunicazione politica, sembra effettivamente eccessivo.

[1] Va precisato che la frase è inserita in un contesto preciso. Tuttavia, come sempre, le parole hanno un peso soprattutto se inserite in un caso che, per come descritto nell’articolo, potrebbe suggerire all’opinione pubblica che le consulenze sui social media siano modi per spillare soldi alla PA e la formazione è inutile perché Facebook potrebbe essere gestito (avrebbero voluto aggiungere gratis?) da qualsiasi adolescente.

I social media sono cose serie e lo hanno ben sperimentato Groupalia, Brux e Prenotable che dovrebbero avere una sensibilità già sviluppata visto che l’on-line è elemento essenziale del loro business. Figuriamoci per una pubblica amministrazione che deve interagire con i cittadini.

Per utilizzare Facebook, come scrive “Cronaca Termoli”, non basta un adolescente che  sappia “scrivere, creare semplici pagine e aggiornarle” ed il fatto che sia alla portata di tutti non significa automaticamente che tutti li conoscano e li sappiano utilizzare.

Al di là del caso specifico di Termoli, è auspicabile e va incentivata, la formazione del personale delle PA. Prima, però, è il caso di fare formazione ai professionisti della informazione per evitare che si diffonda ancora di più il modello del “nipote smanettone” e i danni enormi che potrebbe provocare (specie quando smanetta la “cosa pubblica”).

AGGIORNAMENTO

Trovo doveroso informarvi il paragrafo [1] è stato modificato a seguito di una intimazione della persona citata nel post, che ha trovato “calunnioso” quanto scritto. Il paragrafo originale faceva riferimento esplicito alle idee che un lettore avrebbe potuto farsi nel leggere l’articolo. Il riferimento a tali impressioni era voluto per far capire come un semplice passaggio, come quello quotato nel post, potesse creare opinioni pericolose in chi legge l’articolo. 

Comunque, poiché la persona si è ritenuta calunniata da queste mie osservazioni e visto che come dico sempre “le parole hanno un peso”, ho elimitato i riferimenti espliciti alle idee che potrebbe essersi fatto un lettore cercando di mantenere comunque il significato. A me interessava solo mettere in evidenza i rischi di certe affermazioni sui social media. Comunque sembra che la cosa ora vada bene.

 

Published by

Simone Favaro

Blogger, author, marketing and business networking strategist helping companies to build their online strategy and strong relationships using the social web.

2 thoughts on “Il nipote smanettone”

  1. La rete
    cambia con le persone | In questo caso il problema non
    è stato, sicuramente, il mezzo o lo strumento: il vero problema sono stati i costi
    e la modalità d’inserimento del progetto in un contesto sociale poco felice.

    1. non lo metto in dubbio. quello che sollevavo era relativo al passaggio quotato. dire che pagare un consulente è eccessivo perchè anche un adolescente può usare Fb rischia di far fare conclusioni errate, soprattutto a chi non conosce la complessità del mezzo nel caso di un utilizzo professionale.

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