La terra dei cachi (digitali) ?

Non voglio entrare nella disputa “Startup Si”, “Startup no” (la terra dei cachi?). Non ne so molto, quindi mi astengo dal valutarne utilità o meno.

Tuttavia, ho letto l’articolo di Repubblica relativo alla 17enne che crea una Rete Neurale volta alla diagnosi dei tumori (con una accuratezza sconcertante); leggo, ad esempio, delle startup in corpo all’MIT le cui applicazioni hanno utilità sociale e/o economica. Poi penso ai casi italiani (uno per tutti Volunia) e mi vengono alcune riflessioni:

  • le startup Italiane sono solo tecnologiche. Puntano all’adozione della tecnologia più all’avanguardia e cercano di confezionare un prodotto appetibile commercialmente
  • sono “fashion addicted“. Fatti salvi alcuni casi, molti prodotti sono finalizzati all’enterteinment.
  • Non fanno reale ricerca. Probabilmente perché mancano di un committente pubblico o privato con reale interesse nel “miglioramento” della società, i prodotti realizzati sono quasi esclusivamente indirizzati al “gioco”.

Ne ricavo l’impressione (e la conferma) che manchi lo spirito di “innovazione” inteso come miglioramento. Riprendendo il caso della Rete Neurale Anti-Tumori, con ogni probabilità sarà costutuita una società per migliorare il prodotto e commercializzarlo. Diventerà business. Alla sua base, tuttavia, c’è una finalità differente. Non è l’applicazione “mi piace” o che mi fa migliorare l’esperienza su Istangram. Sarà una applicazione che potrebbe contribuire a salvare moltissime vite.

Mi chiedo quindi: continuiamo ad essere la terra dei cachi anche qui?

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Simone Favaro

Blogger, author, marketing and business networking strategist helping companies to build their online strategy and strong relationships using the social web.

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