Generazione vittima

Su Generazione Perduta faccio un po’ il neneista. Da un lato riconosco che la nostra generazione stia pagando una situazione per cui (forse) è stata vittima inconsapevole: un boom fatto sul debito pubblico, immobilismo istituzionale, ecc. Dall’altro, però, come Fabio Lalli, ritengo che una responsabilità nostra ci sia. Alla fin dei conti i quasi quarantenni è dai primi anni 90 che votano e in molti hanno appoggiato le classi dirigenti che hanno contribuito a questa situazione…

Generazione Perduta - il commento di Favio Lalli

Il problema della Generazione Peduta (di cui faccio parte, ho sottoscritto il manifesto e mi assumo responsabilità) è che è stata poco abituata a combattere veramente per ottenere quello che gli spetta. Uriel Fanelli, in una lettera di fuoco a Generazione Perduta, con toni sicuramente duri e irritanti sottolinea come la nostra sia stata la prima generazione di addomesticati “bravi bambini”, che non rappresenta una minaccia per chi detiene il potere e che per questo può essere sacrificata. Generazioni precedenti (come i nostri genitori, nonni e bisnonni) hanno combattuto con i denti per affermare i propri diritti nel 68, durante la seconda guerra mondiale e ai tempi dei motti e dell’Unità d’Italia.

In toni molto meno bruschi e irritanti di Uriel, lo stesso concetto è espresso da Massimo Gallo su Linkiesta:

Il punto è che nessuna generazione conquisterà mai nulla se non dichiarerà guerra a quella che l’ha preceduta o che occupa i posti chiave. In poche parole, l’uccisione del padre – così ben spiegata dal mito di Edipo e poi da Freud – dev’essere una stella polare. Sempre.

La nostra generazione è colpevole di questo. Di non essersi schierati contro i “vecchi”; di aver preso l’azienda avviata dal padre e di accettare di lavorare gratis mentre papi va via in porche; di non aver saputo mettersi in gioco e “contro” il precedente pensiero…

E, chi  vive in aziende ben strutturate può confermarlo: i rompiballe ottengono promozioni e aumenti, i “docili” aziendalisti gran pacche sulle spalle. Le generazioni precedenti sono i rompiballe, la nostra è quella degli aziendalisti…

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