Pappa pronta

L’altro giorno sono andato a fare la solita spesa settimanale. Il supermercato  dove vado ha, come molti altri, una rosticeria interna dove puoi comprare primi piatti, pollo, patate al forno, carni e verdure cotte varie.

Anche se a pensarci bene l’avevo già visto altre volte, per la prima volta ho notato effettivamente che le persone alla ricerca del piatto cotto non erano solo coppie giovani, uomini in carriera o single (come si potrebbe pensare): erano nonne che prendevano il pollo per “il nipotino”, mariti pensionati che si fanno venire voglia di patate al forno, mogli casalinghe che prendono le verdure cotte.

Ricordo da bambino (cioè ieri :-)) quando le mie nonne passavano le giornate in cucina per preparare il pranzo e lcena; mia madre che torna a casa dall’ufficio e, pur essendo stanca, si metteva ai fornelli. Pare, invece, che ora ci sia la rincorsa al faccio meno che posso e, se posso, vado di pappa pronta per non fare fatica.

Già, la pappa pronta! Non credo sia solo questione di comodità, ma di pigrizia mentale. E’ un approccio che si nota anche nelle aziende. Ormai sono poche, sempre meno, le persone che si mettono lì e si fanno le cose da soli o, quantomeno, prima di ricorrere a supporti opertaivi esterni, ci provano. Non sto parlando di competenze professionali specifiche; mi riferisco a operazioni del tipo: creazione di una tabella pivot su excel, creazione di un indice automatico su Word; una stampa unione… Non lo so fare? beh lo faccio fare a Tizio invece che aprire l’help in linea e cercare. 

La sindrome da Pappa Pronta è pericolosa. Ti porta a spegnere il cervello, a non ragionare più sulle cose, a non cercare una soluzione “perchè, tanto, c’è qualcuno che la trova per te”… e non solo nella vita lavorativa.

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Simone Favaro

Blogger, author, marketing and business networking strategist helping companies to build their online strategy and strong relationships using the social web.

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