Parlamento pulito. In Inghilterra è un tema politico

Mentre in Italia le proposte di riforma del sistema elettorale passano per un incremento dei potere del Primo Ministro, maggiore autonomia decisionale e leggi di tutela per le 4 figure istituzionali, in Inghilterra si discute in modo bipartisan di come ridare la politica in mano ai cittadini

[…] Mr Brown said that, […], he will be “talking about how by recall, redress and better representations all local people can have far more influence on local budgets and local decisions, from policing to schooling. Everyone must know that they are being heard.”

Maggiore indipendenza e libertà ai comuni, maggiore potere decisionale agli elettori nelle amministrazioni locali, dall’ordine pubblico alla scuola, al budget; la possibilità di imporre il dibattito su temi di importanza nazionale attraverso raccolta di firme; permettere ai cittadini di mandare a casa i politici quando questi tengono comportamenti scorretti.

“I believe there is only one way out of this national crisis we face: we need a massive, sweeping, radical redistribution of power,” he said [Mr Cameron, NdR]. “We must take power away from the political elite and hand it to the man and woman in the street.”

Insomma, l’esatto opposto di quello di cui si dibatte in Italia dove, chi lo propone, è visto come un sovversivo antipolitico. Consiglio di leggere l’articolo del TimesOnLine.

3 thoughts on “Parlamento pulito. In Inghilterra è un tema politico

  1. Andreas

    Mooooooooooolto interessante e moooooooooooolto attuale. Più democrazia diretta. Politica più vicina al cittadino. Rappresentanza diretta e responsabilità diretta del rappresentante verso i propri cittadini elettori. Purtroppo come spesso dico, quello del politico è diventata una vera e propria attività professionale, con tutti i vantaggi per chi la pratica e gli svantaggi di chi la subisce, cioè il cittadino.

    Bello comunque questo argomento. Sarebbe da sviscerare.

    1. Simone Favaro

      La democrazia dal basso è un tema attuale ma come sai non nuovo. Ne ho sempre sentito parlare. Sicuramente la rete ha dato una accellerata al processo. Il problema, tuttavia, risiede in una questione culturale: la società è pronta per una reale democrazia dal basso? Ai comizi a cui ho assistito in questi giorni di campagna elettorale la frase “bi-partisan” che si sentiva maggiormente era: “Vai Tizio, Siamo con te CAIO”. Questo lascia intendere un esplicito atteggiamento di chi difficilmente ha la voglia di alzare le chiappe e mettersi in gioco. Più facile è lasciare che sia qualcun altro che faccia e poi tutt’al più lamentarsi (sport che presenta tanti professionisti!).

      Penso che questo processo non si attuerà nel breve, anzi. Forse la generazione dei nostri nipoti ci riuscirà, solo se noi lavoriamo bene e creiamo le condizioni culturali per poterlo fare. Oggi la vedo impraticabile.

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