Il sogno reale di una nuova società

Chi dice che l’Italia è ferma al passo, si sbaglia di grosso. Si, forse taluni conservatori non riescono ad andare un palmo oltre il loro naso. Tuttavia c’è un fermento sotto che negli ultimi anni, in particolare proprio con l’avvento della crisi, sta crescendo e aumentando nel numero e nell’importanza. Internet ne è il driver.

Solo dall’inizio dell’anno possiamo citare, una per tutti, iniziative quali Internet è libertà – che ha avuto una grande risonanza. Le fiere si popolano di contenuti legati a nuovi modelli di business, come è successo ad ExpoGradget con il progetto presentato da Maurizio Goetz. E poi la rete ricca e colma di nuovi modi di fare e vivere la società con l’informazione iperlocale ed i business club nati dalla rete: iniziative che non si limitano a restare virtuali, ma che agiscono nel reale facendo “cose”.

Quello che tuttavia vedo è che questi fermenti restano isolati, ognuno alla ricerca di un posto di “visibilità”, poco aperti alla collaborazione, allo scambio, alla creazione congiunta di nuovi progetti reali, come nel loro “piccolo” fanno.

Sogno, quindi, una società che riesca ad alzare il coperchio che la soffoca, che esploda, si mescoli e generi assieme il futuro, oggi delineato e un po’ disperso da individualismi e protagonismi. Il network è un gioco ma, come insegna la psicologia, il gioco è fonte di apprendimento perché permette al bambino di conoscere ciò che lo circonda. Ed il gioco collettivo permette di sperimentare la possibilità di crescere, evolvere e cambiare.

Ecco cosa vedo nel futuro della rete: dopo il primo “gioco” individuale, la possibilità di far sistema e cambiare le regole. Il piccolo “miracolo” di Barack Obama è l’esempio che “si può fare”

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Simone Favaro

Blogger, author, marketing and business networking strategist helping companies to build their online strategy and strong relationships using the social web.

2 thoughts on “Il sogno reale di una nuova società”

  1. Ciao Simone,
    mi trovi totalmente d’accordo.

    Quello di fare ecosistema tra sforzi, stimoli e approcci è il next step, che va facilitato con un pelino di immaginazione e di costanza in più, forse, da tutti noi.

    Forse qualcosa si sta muovendo: concordo che a livello di mass media quello che si sta muovendo nel basso della società non emerga, e non venga letto, ma esiste e sta iniziando a smuovere un po’ di dinamiche.
    Sono moderatamente ottimista, a dirti la verità.

  2. Matteo, anche io sono moderatamente ottimista.

    La rete sta permettendo una rivoluzione che mai si sarebbe potuta immaginare prima. Ed è incontrollabile ed inarrestabile.

    L’altro giorno, a Padova, c’è stato il comizio di Grillo. L’annuncio dell’evento – a parte rare eccezioni – è stato generalmente ignorato. Bene. La piazza era stracolma come mai avevo visto prima. Il Corriere del Veneto ha parlato di 2.000 presenze: rete e volantinaggio hanno fatto tutto.

    E questo è solo l’esempio più eclatante.

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