Europei: Germania-Inghilterra, Italia al centro

Riprendo qui una piccola riflessione che ho proposto anche su Facebook

Italia al centro

L’Italia è diventata il campo di gioco tra Inghilterra e Germania.

Da un lato i quotidiani Inglesi osservano (il Guardian in particolare) con positiva curiosità al fenomeno M5S, criticando nel contempo le politiche Europee. Dall’altro i quotidiani Tedeschi evidenziano una minaccia nella presenza di una forza politica non-allineata.

Proprio in un articolo del Guardian, pubblicato oggi ieri a firma di Simon Jenkins, la vincita di M5S viene presa a “pretesto” per sottolineare e criticare le politiche di austerity attuate dall’Europa evidenziando come la posizione anti-austerity si stia largamente diffondendo anche in paesi come la Francia ed evidenziando come queste politiche non siano rivolte allo sviluppo, ma solo alla “ragioneria”.

Viceversa i Tedeschi additano l’Italia come “cattiva, cattiva, cattiva” che non capisce la bontà dell’Europa, senza la quale sarebbe al collasso. Senza ricordare, però, che questo sentimento inizia ad essere largamente diffuso anche all’interno del proprio paese.

L’Italia sarà decisiva per l’Europa e per il modello economico. Non tanto per la tenuta dell’Euro o per il debito pubblico o per il fatto che in una eventuale uscita dalla moneta unica i creditori perderebbero soldi. Quanto, piuttosto, per l’intero modello Europeo. Se M5S dovesse avere successo nei suoi propositi di rivedere completamente il sistema politico ed il modello economico del Paese, effettivamente rilanciando l’economia interna (sull’export non abbiamo alcun problema), altri paesi si accoderanno a questo modello (siamo pur sempre la Quarta economia dell’Europa secondo quello che dice Angela Merkel Schultz) e la Germania si troverebbe in una posizione di minoranza. Verrebbe a quel punto imposto un nuovo sistema ben lontano dall’indipendenza del sistema finanziario rispetto a quello politico, imponendosi un disegno in cui la finanza e l’economia diverrebbero strumento della Politica e non viceversa.

Di qui, al di là delle questioni di Spread che per loro funzionamento sono legate al breve-medio periodo (gli interessi si pagano annualmente), si capisce la reazione dei mercati che si troverebbero a non poter guidare più il flusso di capitali.

Mi sono spinto oltre e forse la mia è fantapolitica, ma sapendo che i Tedeschi per loro cultura non ragionano sull’oggi ma lavorano su piani a 20-50 anni, un dubbio in tal senso ce l’ho.

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