Cosa sta succedendo in Turchia

#occupygezi

#occupygezi

Solo oggi i media italiani hanno iniziato a parlare delle manifestazioni in Turchia. Ieri la stampa internazionale, a cominciare dal Guardian, avevano puntato l’attenzione a Piazza Taksim ad Istanbul e a #occupygezi.

Come riportano tutte le testate, la manifestazione nasce per salvare Gezi Parki, un giardino in zona Taksim che dovrebbe essere smantellato per lasciar posto ad un centro commerciale. La protesta, iniziata Lunedì 27 maggio, in realtà ormai è divenuta una protesta contro il governo Erdogan e la sua deriva autoritaria.

Emek Sinemasi - Cinema Emek - Istanbul

Emek Sinemasi – Cinema Emek – Istanbul

La protesta arriva dopo una serie di leggi, di proposte di legge ed interventi adottati dal governio di AKP che, grazie al suo 50%, ha costantemente ignorato e (laddove necessario) represso ogni forma di protesta della società civile (legge sull’alcol, obbligo di prescrizione medica per la pillola del giorno dopo, e altre iniziative come la demolizione dello storico cinema Emek di Istanbul).

Ciò che differenzia questa manifestazione da tutte le altre è che per la prima volta, l’interesse che si cercava di tutelare era un bene pubblico difeso da laici e religiosi, oltre ogni forma ideologica e ha interessato un numero elevato di persone. La reazione è stata, come di solito avviene, sproporzionata con veri e propri attacchi da parte delle forze dell’ordine a manifestanti pacifici.

Nei social media l’informazione ha corso alla velocità della luce, mentre i media nazionali tacevano o limitavano le notizie. La classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ora quello che succederà non lo sappiamo. In questo momento, mentre continua l’azione repressiva, anche internet inizia ad avere problemi…

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