L’utilità della rete spazzatura

L'utilità della rete spazzatura

Installazione di Tim Noble e Sue Webster

Pur confidando nelle potenzialità di diffusione della conoscenza, tremo quando leggo messaggi di intolleranza di chi vorrebbe solo una rete che non generi “spazzatura”.

La rete non ha intrinseche finalità culturali. E’ uno strumento versatile. Il suo primo utilizzo è stato quello militare, successivamente universitario e poi commerciale. L’ultima applicazione è quella dominante. Il primo utilizzo delle rete è quello legato all’industria del porno che assorbe circa il 50% del traffico.

La rete ha potenzialità culturali, questo si. Le quali possono emergere proprio dalla differenziazione e dalla contrapposizione con la spazzatura che crea “rumore“. Paradossalmente il “rumore” permette alla qualità di emergere e di assorbire l’inutilità. Finché ci sarà spazzatura, la rete potrà considerarsi ancora libera e si continuerà a creare quel contesto di sana competizione volta al miglioramento.

L’eliminazione della spazzatura, viceversa, porterà ad un appiattimento e alla impossibilità di miglioramento dell’individuo. Chi in una rete libera può oggi superare i propri limiti e diventare “produttore di qualità”, in una rete “pulita” sarà ammesso solo chi ha già le basi culturali e chi non le ha verrà escluso, non avrà più la possibilità di confrontarsi e di migliorarsi.

Se le “blogstar” agli esordi non avessero avuto questa apertura, oggi non sarebbero blogstar.

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