Non mi serve uno zio vescovo

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Se si pensa che il marketing non convenzionale possa servire solo ai beni di largo consumo, prendetevi ‘sto getto di acqua fredda.

Senza uno zio vescovo” è la campagna virale di Infojobs. Il concept è semplice ma allo stesso tempo molto azzeccato, soprattutto se inquadrato nella specifica intolleranza generata proprio dai casi di raccomandazione e assunzioni “politiche” di cui sono oggetto non solo enti pubblici, ma anche aziende private.

Senza uno zio vescovo è una campagna virale fatta e finita. Un video virale ed il suo makin-of, wall paper, spille digitali e addirittura, prossimamente, un flash mob.

L’unico neo che vedo è il fatto di essere un prodotto di puro advertising “passivo”. Perché dovrei pubblicare il bollino nei miei profili in giro per i social network? Perché dovrei iscrivermi al flashmob? Perché dovrei scaricare il wallpaper?

L’idea sarebbe stata perfetta se inserita, ad esempio, in una iniziativa contro le raccomandazioni o in una campagna di sensibilizzazione verso le aziende sui costi generati dalle raccomandazioni.

2 thoughts on “Non mi serve uno zio vescovo

  1. Fres Brain

    Ma soprattutto perchè dovrei fare pubblicità a un servizio che NON FUNZIONA?
    Da cercatrice di lavoro che sa che infojobs certo non fa miracoli, anzi, questa campagna (come quella dei gratta e vinci) mi irrita molto. PEr questo ho deciso di creare un contro-bollino a protesta di infojobs, per chi non si fa fregare dalla loro pubblicità truffaldina e si dichiara cervello fresco.
    La trovate sul mio blog con tutte le spiegazioni

  2. Simone Favaro

    Sono stato iscritto per un lungo periodo a InfoJobs e anche io ho rilevato che il sistema non funziona. Fatte 100 le proposte di lavororo, credo che 1 o 2 siano arrivate da quel canale. Le altre per contatto diretto o attraverso IL portale recruiting on line (non faccio pubblicità eh:-))

    Ritengo comunque interessante il tentativo (non molto ben riuscito a mio avviso) di applicare concetti virali al settore recruitment.

    Il tuo commento mi fa aggiungere un’ulteriore riflessione: il marketing non è slegato dall’organizzazione aziendale. Per essere credibili nelle iniziative devi essere credibile anche nella gestione dell’azienda. Noi marketer possiamo vendere meglio, ma non possiamo fare miracoli e vendere l’invendibile.

    Grazie del tuo contributo!

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